Cardioncologia

Definizione e inquadramento

La cardioncologia è una disciplina che si occupa della prevenzione, diagnosi e cura delle complicanze cardiovascolari nei pazienti oncologici. Alcuni farmaci chemioterapici e terapie mirate, così come la radioterapia al torace, possono danneggiare il cuore, causando aritmie, scompenso cardiaco, ipertensione o ischemia.

L’obiettivo della cardioncologia è permettere al paziente oncologico di proseguire le cure contro il tumore riducendo al minimo i rischi per il cuore, grazie a una collaborazione multidisciplinare tra oncologi e cardiologi.

Epidemiologia e fattori di rischio

  • Circa il 10–20% dei pazienti oncologici sviluppa complicanze cardiache legate ai trattamenti [1].

  • I farmaci più a rischio includono antracicline (doxorubicina), trastuzumab, alcuni inibitori delle tirosin-chinasi e immunoterapie.

  • I fattori che aumentano il rischio di cardiotossicità sono:

    • età avanzata

    • ipertensione, diabete, dislipidemia

    • preesistente cardiopatia ischemica o scompenso

    • alte dosi cumulative di farmaci cardiotossici

    • radioterapia toracica associata

Fisiopatologia

I farmaci antitumorali possono danneggiare il cuore in diversi modi:

  • direttamente sulle cellule cardiache, causando morte cellulare (es. antracicline)

  • alterando la funzione elettrica, con rischio di aritmie

  • provocando ipertensione o danni vascolari (es. farmaci anti-VEGF)

  • favorendo ischemia o spasmi coronarici

La radioterapia al torace può invece indurire le arterie coronarie e danneggiare le valvole cardiache

Sintomi e segni: quando preoccuparsi

Le complicanze cardiache possono comparire durante o dopo le terapie oncologiche, anche a distanza di anni. I sintomi da riferire subito al medico includono:

  • palpitazioni o battito irregolare

  • fiato corto a riposo o sotto sforzo

  • gonfiore a gambe e caviglie

  • dolore toracico

  • aumento improvviso di peso

Diagnosi

Anamnesi ed esame obiettivo

Il cardiologo valuta la storia clinica oncologica e cardiovascolare del paziente, con particolare attenzione ai farmaci assunti e alle comorbidità.

Esami strumentali e di laboratorio

  • ECG e Holter ECG: per rilevare aritmie.

  • Ecocardiogramma (anche con strain imaging): utile per identificare precocemente alterazioni della funzione cardiaca.

  • Biomarcatori cardiaci (troponina, BNP/NT-proBNP): aumentano se c’è danno al muscolo cardiaco.

  • Test da sforzo e coronarografia: nei casi sospetti di ischemia.

Diagnosi differenziale

È importante distinguere tra danno cardiaco da farmaci oncologici e patologie cardiache non correlate.

Trattamento

Stile di vita e prevenzione cardiovascolare

  • controllo dei fattori di rischio (pressione, colesterolo, glicemia)

  • alimentazione sana e attività fisica moderata

  • abolizione del fumo

  • monitoraggio regolare durante e dopo le cure oncologiche

Farmaci

  • Cardioprotettivi: ACE-inibitori, betabloccanti e statine possono prevenire o limitare il danno cardiaco.

  • Terapia standard: in caso di scompenso o aritmie, si seguono le linee guida cardiologiche

Procedure/interventi

Nei casi più gravi, possono rendersi necessari dispositivi impiantabili (pacemaker, defibrillatore) o procedure interventistiche.

Prognosi e follow-up

Un monitoraggio regolare è fondamentale:

  • prima dell’inizio della terapia oncologica → valutazione cardiologica di base

  • durante il trattamento → controlli periodici con ecocardiogramma e biomarcatori

  • dopo le terapie → follow-up a lungo termine, perché la cardiotossicità può comparire anche anni dopo

Prevenzione primaria e secondaria

  • Prevenzione primaria: identificare pazienti a rischio e ridurre i fattori modificabili.

  • Prevenzione secondaria: rilevare precocemente il danno cardiaco e trattarlo senza sospendere inutilmente le terapie oncologiche efficaci.

1. Che cos’è la cardioncologia?
È la disciplina che si occupa dei problemi cardiovascolari nei pazienti oncologici, per prevenire e trattare i danni cardiaci delle terapie.

2. Quali farmaci possono danneggiare il cuore?
Antracicline, trastuzumab, alcuni farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapie.

3. Tutti i pazienti oncologici devono fare controlli cardiologici?
Sì, è consigliato un controllo di base prima delle cure e monitoraggi regolari durante e dopo.

4. Quali esami sono più utili?
Ecocardiogramma, ECG, Holter ed esami del sangue con troponina e BNP.

5. Si può prevenire la cardiotossicità?
Non sempre, ma il rischio si riduce con monitoraggio precoce, farmaci protettivi e controllo dei fattori di rischio.

6. Quali esami si possono fare a Brindisi e Fasano?
Presso Cardiopiù s.r.l. è possibile eseguire ECG, Holter, ecocardiografia e monitoraggio pressorio.

7. Dopo la chemioterapia, per quanto tempo devo controllare il cuore?
Anche per anni, perché alcune complicanze cardiache possono comparire tardivamente.

Quando rivolgersi al cardiologo

È consigliato rivolgersi al cardiologo se durante o dopo le terapie oncologiche compaiono:

  • palpitazioni o battito irregolare

  • respiro corto persistente

  • gonfiore agli arti inferiori

  • dolore toracico

A Brindisi e Fasano, il Dr. Francesco Loliva, cardiologo presso Cardiopiù s.r.l., offre valutazioni mirate per pazienti oncologici, integrando diagnostica cardiologica e collaborazione con oncologi.

Stile di vita e cuore in oncologia

  • Seguire una dieta mediterranea aiuta a ridurre il rischio cardiovascolare.

  • Camminare almeno 30 minuti al giorno migliora la resistenza e il benessere.

  • Limitare il consumo di alcol e abolire il fumo.

  • Mantenere controllata la pressione arteriosa.

  • Seguire scrupolosamente i controlli cardiologici programmati.

Mini-glossario

  • Cardiotossicità: danno al cuore causato da farmaci o radioterapia.

  • Antracicline: chemioterapici molto efficaci ma cardiotossici.

  • Trastuzumab: farmaco mirato contro HER2, con rischio di disfunzione cardiaca.

  • Ecocardiogramma con strain: tecnica avanzata per rilevare danno precoce.

  • Troponina: enzima che aumenta in caso di danno cardiaco.

  • BNP/NT-proBNP: biomarcatori di scompenso cardiaco.

  • CRT/ICD: dispositivi impiantabili per aritmie o scompenso.

  • Prevenzione primaria: riduzione del rischio prima del danno.

  • Prevenzione secondaria: gestione precoce dopo il danno.

  • Follow-up: monitoraggio clinico a lungo termine.

Biografia essenziale

  1. Lyon AR, et al. 2022 ESC Guidelines on cardio-oncology. Eur Heart J. 2022;43(41):4229–4361. doi:10.1093/eurheartj/ehac244

  2. Zamorano JL, et al. 2016 ESC Position Paper on cancer treatments and cardiovascular toxicity. Eur Heart J. 2016;37(36):2768–2801. doi:10.1093/eurheartj/ehw211

  3. Curigliano G, et al. Management of cardiac disease in cancer patients throughout oncological treatment. Eur J Heart Fail. 2020;22(9):1512–1525. doi:10.1002/ejhf.1920

  4. Armenian SH, et al. Prevention and monitoring of cardiac dysfunction in survivors of adult cancers: ASCO guideline. J Clin Oncol. 2017;35(8):893–911. doi:10.1200/JCO.2016.70.5400

  5. Herrmann J, et al. Cardiovascular toxicity of cancer therapies: current issues. JACC CardioOncol. 2022;4(3):363–379. doi:10.1016/j.jaccao.2022.05.004