Cardiopatia ischemica

Definizione e inquadramento

La cardiopatia ischemica è una malattia del cuore causata da un ridotto flusso di sangue nelle arterie coronarie, i vasi che portano ossigeno e nutrienti al muscolo cardiaco. Quando il cuore riceve meno ossigeno del necessario, possono comparire sintomi come dolore toracico (angina pectoris), affaticamento o mancanza di respiro. Nei casi più gravi, l’ischemia può portare all’infarto miocardico.

La cardiopatia ischemica è una delle principali cause di morte e disabilità in Italia e nel mondo, ma oggi la diagnosi precoce, i farmaci e le procedure di rivascolarizzazione hanno migliorato notevolmente la prognosi.

Epidemiologia e fattori di rischio

La cardiopatia ischemica è la prima causa di morte cardiovascolare nei Paesi industrializzati. In Italia si stima una prevalenza del 4–6% negli adulti sopra i 65 anni.

I principali fattori di rischio includono:

  • ipertensione arteriosa

  • colesterolo alto (ipercolesterolemia)

  • diabete mellito

  • fumo di sigaretta

  • obesità e sedentarietà

  • familiarità per malattie cardiovascolari

  • stress cronico

L’uso degli score di rischio cardiovascolare (come SCORE2 e SCORE2-OP) permette di stimare la probabilità di eventi cardiovascolari a 10 anni, aiutando il medico a personalizzare la prevenzione.

Fisiopatologia in parole semplici

Nella maggior parte dei casi, la cardiopatia ischemica è causata dall’aterosclerosi: accumulo di colesterolo, cellule infiammatorie e tessuto fibroso nelle pareti delle arterie coronarie. Queste “placche” restringono il lume del vaso, riducendo il flusso di sangue al cuore.

  • Se la riduzione è graduale → compare angina stabile, soprattutto sotto sforzo.

  • Se una placca si rompe e forma un trombo → si può avere angina instabile o infarto miocardico acuto, emergenza medica.

Sintomi e segni: quando preoccuparsi

I sintomi più comuni della cardiopatia ischemica includono:

  • dolore od oppressione al petto (spesso irradiato a braccio sinistro, mandibola, dorso)

  • respiro corto, soprattutto sotto sforzo

  • affaticamento e ridotta tolleranza allo sforzo

  • sudorazione fredda, nausea, vertigini

Attenzione: negli anziani e nei diabetici, la cardiopatia ischemica può manifestarsi in modo atipico, con solo affaticamento o dispnea senza dolore toracico.

Trattamento

Stile di vita

Il trattamento parte da correzione dei fattori di rischio:

  • seguire una dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e povera di grassi saturi

  • attività fisica regolare (almeno 150 minuti a settimana di cammino veloce o equivalente)

  • abolizione del fumo

  • consumo moderato di alcol

  • gestione dello stress

Farmaci

I farmaci più utilizzati sono:

  • Antiaggreganti piastrinici (es. aspirina): riducono il rischio di trombosi.

  • Betabloccanti: riducono frequenza cardiaca e consumo di ossigeno del cuore.

  • Statine: abbassano il colesterolo e stabilizzano le placche aterosclerotiche.

  • ACE-inibitori/ARB: utili nei pazienti con ipertensione, diabete o scompenso cardiaco.

  • Nitrati e calcioantagonisti: alleviano l’angina.

 

Procedure/interventi

Nei casi di stenosi coronarica significativa:

  • Angioplastica coronarica con stent: dilatazione della coronaria ostruita con un palloncino e inserimento di uno stent.

  • Bypass aorto-coronarico: intervento chirurgico che crea un “ponte” per superare l’ostruzione.

Entrambe le procedure migliorano i sintomi e, in casi selezionati, la sopravviven

  • Statine: abbassano il colesterolo e stabilizzano le placche aterosclerotiche.

  • ACE-inibitori/ARB: utili nei pazienti con ipertensione, diabete o scompenso cardiaco.

  • Nitrati e calcioantagonisti: alleviano l’angina.

 

Prognosi e follow-up

La prognosi dipende dall’estensione della malattia e dall’aderenza alla terapia. I controlli cardiologici regolari sono fondamentali per monitorare sintomi, esami e rischio di recidive.
Segnali d’allarme da rivalutare subito: peggioramento dell’angina, dolore toracico a riposo, svenimenti, dispnea marcata.

Prevenzione primaria e secondaria

  • Prevenzione primaria: riduzione dei fattori di rischio nei soggetti senza cardiopatia ischemica.

  • Prevenzione secondaria: nei pazienti che hanno già avuto un infarto o angina, per evitare nuove complicanze.

La riabilitazione cardiologica, disponibile in centri specializzati, aiuta i pazienti a recuperare gradualmente la capacità fisica e migliorare la qualità di vita.

1. Quali sono i sintomi iniziali della cardiopatia ischemica?
Il sintomo più tipico è il dolore toracico oppressivo sotto sforzo, che regredisce con il riposo. Tuttavia, in alcune persone (anziani, donne, diabetici) può manifestarsi con affaticamento, respiro corto o disturbi digestivi.

2. Come si fa la diagnosi?
Si parte con ECG, esami del sangue e visita cardiologica. In seguito si possono usare test da sforzo, ecocardiogramma, Holter, fino alla coronarografia nei casi più complessi.

3. Si può prevenire l’infarto?
Sì. Controllare pressione, colesterolo e diabete, non fumare, seguire dieta equilibrata e fare attività fisica riducono significativamente il rischio.

4. Quali farmaci si usano nella cardiopatia ischemica?
Antiaggreganti, statine, betabloccanti, ACE-inibitori e nitrati sono i più utilizzati. La terapia viene sempre personalizzata dal cardiologo.

5. Quali esami sono disponibili a Brindisi e Fasano?
Presso gli ambulatori di Cardiopiù s.r.l. è possibile effettuare ECG, Holter 24h, test da sforzo, ecocardiografia e monitoraggio pressorio 24h.

6. Che differenza c’è tra angina stabile e instabile?
L’angina stabile compare con lo sforzo e migliora col riposo; quella instabile è più imprevedibile, può comparire anche a riposo ed è un’emergenza che può precedere l’infarto.

7. Dopo un infarto, ogni quanto devo fare controlli dal cardiologo?
Dipende dalla gravità e dalla terapia. In genere si consiglia un controllo ogni 3–6 mesi nel primo anno e successivamente annuale, salvo nuovi sintomi.

Quando rivolgersi al cardiologo

È importante consultare un cardiologo se compaiono:

  • dolore toracico frequente o prolungato

  • mancanza di respiro non spiegata

  • affaticamento persistente

  • palpitazioni o svenimenti

A Brindisi e Fasano, il Dr. Francesco Loliva, cardiologo presso Cardiopiù s.r.l., esegue valutazioni cliniche e diagnostiche con strumenti avanzati (ECG, Holter, test da sforzo, ecocardiografia, ABPM).

Stile di vita e cuore sano

  • Seguire la dieta mediterranea riduce il rischio cardiovascolare del 30% (studio PREDIMED, DOI: 10.1056/NEJMoa1800389).
  • 30 minuti di cammino veloce al giorno riducono mortalità cardiovascolare del 20%.
  • Smettere di fumare abbassa del 50% il rischio di infarto entro 2 anni.

Mini-glossario

  • Aterosclerosi: accumulo di grassi e tessuto fibroso nelle arterie.

  • Angina pectoris: dolore toracico da ischemia cardiaca.

  • Infarto miocardico: necrosi del tessuto cardiaco per mancato apporto di sangue.

  • Stent: piccolo cilindro metallico che mantiene aperta l’arteria.

  • Bypass coronarico: intervento chirurgico che crea una via alternativa al sangue.

  • Troponina: enzima che aumenta nel sangue durante un infarto.

  • SCORE2: algoritmo europeo per stimare il rischio cardiovascolare.

  • Betabloccanti: farmaci che riducono lo sforzo del cuore.

  • Statine: farmaci che abbassano il colesterolo.

  • Riabilitazione cardiaca: percorso di recupero dopo infarto o interventi al cuore.

Biografia essenziale

  1. Visseren FLJ, et al. 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention. Eur Heart J. 2021;42(34):3227–3337. doi:10.1093/eurheartj/ehab484

  2. Knuuti J, et al. 2019 ESC Guidelines for the diagnosis and management of chronic coronary syndromes. Eur Heart J. 2020;41(3):407–477. doi:10.1093/eurheartj/ehz425

  3. Collet JP, et al. 2020 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes. Eur Heart J. 2021;42(14):1289–1367. doi:10.1093/eurheartj/ehaa575

  4. Arnett DK, et al. 2019 ACC/AHA Guideline on the primary prevention of cardiovascular disease. Circulation. 2019;140(11):e596–e646. doi:10.1161/CIR.0000000000000678

  5. Estruch R, et al. Primary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet. N Engl J Med. 2018;378: e34. doi:10.1056/NEJMoa1800389