Scompenso cardiaco

Definizione e inquadramento

Lo scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca) è una condizione clinica in cui il cuore non riesce a pompare sangue a sufficienza per soddisfare le necessità dell’organismo. Ne consegue un accumulo di liquidi nei polmoni e nei tessuti, che si manifesta con affaticamento, mancanza di respiro e gonfiore alle gambe.

Non si tratta di una singola malattia, ma della conseguenza finale di diverse patologie cardiache (infarto, ipertensione, cardiomiopatie, malattie valvolari). È una delle principali cause di ospedalizzazione negli anziani e richiede diagnosi precoce e un percorso terapeutico personalizzato.

Epidemiologia e fattori di rischio

  • In Europa, la prevalenza dello scompenso cardiaco è del 1–2% della popolazione adulta, ma sale a oltre 10% dopo i 70 anni .

  • È responsabile di circa 1 ricovero su 4 per cause cardiovascolari negli over 65.

  • I principali fattori di rischio includono:

    • ipertensione arteriosa non controllata

    • cardiopatia ischemica (infarto)

    • valvulopatie cardiache

    • fibrillazione atriale e altre aritmie

    • diabete mellito

    • obesità e sindrome metabolica

    • fumo di sigaretta

    • insufficienza renale cronica

La gestione del rischio cardiovascolare con strumenti come SCORE2/SCORE2-OP è fondamentale per prevenire la progressione verso lo scompenso.

Fisiopatologia in parole semplici

Il cuore è una pompa che lavora senza sosta. Quando è indebolito da una malattia o sovraccaricato dalla pressione alta, perde parte della sua capacità di contrazione o di rilassamento.

  • Scompenso a frazione di eiezione ridotta (HFrEF): il cuore pompa con meno forza.

  • Scompenso a frazione di eiezione preservata (HFpEF): il cuore si contrae bene, ma è rigido e non si riempie a sufficienza.

In entrambi i casi, il sangue ristagna nei polmoni e nei tessuti, causando sintomi caratteristici.

Sintomi e segni: quando preoccuparsi

Lo scompenso cardiaco può svilupparsi lentamente (cronico) o comparire all’improvviso (acuto). I sintomi più frequenti sono:

  • affaticamento e ridotta resistenza allo sforzo

  • mancanza di respiro (dispnea), inizialmente sotto sforzo, poi anche a riposo

  • difficoltà a respirare da sdraiati (ortopnea)

  • risvegli notturni per fame d’aria (dispnea parossistica notturna)

  • gonfiore a gambe e caviglie (edemi)

  • aumento di peso rapido per ritenzione di liquidi

  • palpitazioni o svenimenti

Se i sintomi peggiorano improvvisamente (respiro corto grave, edema acuto polmonare, dolore toracico), è necessario ricorrere subito al pronto soccorso.

Diagnosi

Anamnesi ed esame obiettivo

Il cardiologo raccoglie la storia clinica (eventi cardiovascolari, sintomi, farmaci) e visita il paziente per valutare pressione, frequenza cardiaca, presenza di soffi cardiaci, edemi o congestione polmonare.

Esami strumentali e di laboratorio

  • Elettrocardiogramma (ECG): rileva aritmie e segni di cardiopatia.

  • Holter ECG 24h: utile per monitorare ritmo e possibili episodi di fibrillazione atriale.

  • Ecocardiogramma: esame chiave che misura la frazione di eiezione e valuta struttura e funzione del cuore.

  • Dosaggio BNP/NT-proBNP: biomarcatori specifici per lo scompenso.

  • Test da sforzo: valuta la capacità funzionale e la riserva cardiaca.

  • Radiografia del torace: può mostrare ingrossamento cardiaco o congestione polmonare.

Diagnosi differenziale

È importante distinguere lo scompenso da altre cause di dispnea o edemi, come malattie polmonari, renali o epatiche.

Trattamento

Stile di vita e riabilitazione cardiaca

  • riduzione del sale nella dieta (< 5 g/die)

  • controllo del peso corporeo con bilancia quotidiana

  • attività fisica regolare, adattata alla condizione clinica

  • abolizione del fumo e moderazione dell’alcol

  • vaccinazioni (antinfluenzale e antipneumococcica) raccomandate per ridurre complicanze

La riabilitazione cardiologica è un percorso strutturato che migliora la capacità funzionale e la qualità di vita.

Farmaci antipertensivi e cardioprotettivi

Le linee guida ESC 2021 [2] raccomandano una strategia a più farmaci:

  • Diuretici: riducono i sintomi eliminando i liquidi in eccesso.

  • ACE-inibitori/ARB/ARNI (sacubitril/valsartan): migliorano prognosi e funzione cardiaca.

  • Betabloccanti: proteggono il cuore riducendo frequenza e consumo di ossigeno.

  • Antagonisti dell’aldosterone (spironolattone, eplerenone): riducono ricoveri e mortalità.

  • SGLT2-inibitori (dapagliflozin, empagliflozin): efficaci in HFrEF anche nei non diabetici.

La terapia viene personalizzata in base al tipo di scompenso e alle comorbidità.

Dispositivi e procedure

Nei casi selezionati, si ricorre a:

  • CRT (Cardiac Resynchronization Therapy): pacemaker speciale che migliora la contrazione.

  • ICD (defibrillatore impiantabile): previene la morte improvvisa da aritmie.

  • LVAD (Left Ventricular Assist Device): pompa meccanica di supporto in casi avanzati.

  • Trapianto di cuore: ultima opzione nei pazienti refrattari alla terapia.

Prognosi e follow-up

Lo scompenso è una condizione cronica che richiede monitoraggio continuo. La prognosi dipende dalla causa, dalla risposta alla terapia e dall’aderenza del paziente.

Follow-up:

  • controlli cardiologici ogni 3–6 mesi

  • valutazione più frequente in caso di peggioramento dei sintomi

  • autogestione del peso e dei sintomi a casa

Prevenzione primaria e secondaria

  • Prevenzione primaria: controllo dei fattori di rischio (pressione, colesterolo, diabete, fumo).
  • Prevenzione secondaria: nei pazienti già affetti, l’obiettivo è rallentare la progressione e ridurre i ricoveri tramite terapia e stili di vita corretti.
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1. Che cos’è lo scompenso cardiaco?
È la condizione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per le necessità del corpo, causando accumulo di liquidi e sintomi come affaticamento e dispnea.

2. Quali sono i sintomi iniziali?
I primi segni sono affanno sotto sforzo, gonfiore a gambe e caviglie, aumento di peso rapido e stanchezza persistente.

3. Come si fa la diagnosi?
Con visita cardiologica, ECG, ecocardiogramma e dosaggio di biomarcatori come BNP/NT-proBNP.

4. Quali cure sono disponibili?
Farmaci (ACE-inibitori, betabloccanti, SGLT2-inibitori, diuretici) e, nei casi avanzati, dispositivi impiantabili o trapianto.

5. Lo scompenso cardiaco è sempre irreversibile?
Non sempre: in alcuni casi può migliorare con la terapia ottimale, ma di solito è una condizione cronica da controllare a lungo termine.

6. Quali esami si possono fare a Brindisi e Fasano?
Presso Cardiopiù s.r.l. sono disponibili ECG, Holter, ecocardiografia, test da sforzo e monitoraggio pressorio.

7. Ogni quanto serve un controllo cardiologico?
Di solito ogni 3–6 mesi, ma più frequentemente se i sintomi peggiorano o dopo un ricovero.

Quando rivolgersi al cardiologo

Rivolgiti subito a un cardiologo se compaiono:

  • respiro corto a riposo o di notte

  • gonfiore improvviso alle gambe o all’addome

  • aumento di peso di oltre 2 kg in pochi giorni

  • palpitazioni o svenimenti

  • dolore toracico associato a dispnea

A Brindisi e Fasano, il Dr. Francesco Loliva, cardiologo presso Cardiopiù s.r.l., offre diagnosi accurata e terapie aggiornate per la gestione dello scompenso cardiaco.

Stile di vita e cuore iperteso

  • Limitare il sale: riduce la ritenzione di liquidi e la pressione arteriosa.
  • Pesarsi ogni giorno: un aumento rapido di peso può segnalare accumulo di liquidi.
  • Fare attività fisica moderata (camminata, cyclette leggera) migliora la resistenza.
  • Seguire scrupolosamente la terapia prescritta.
  • Vaccinarsi contro influenza e polmonite per ridurre complicanze respiratorie.
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Mini-glossario

  • Frazione di eiezione (FE): percentuale di sangue espulso dal cuore a ogni contrazione.

  • HFpEF: scompenso con frazione di eiezione preservata.

  • HFrEF: scompenso con frazione di eiezione ridotta.

  • BNP/NT-proBNP: ormoni rilasciati dal cuore in caso di scompenso.

  • Edema: gonfiore per accumulo di liquidi.

  • Dispnea: difficoltà respiratoria.

  • CRT: terapia di resincronizzazione cardiaca.

  • ICD: defibrillatore impiantabile.

  • LVAD: dispositivo di assistenza ventricolare sinistra.

  • Riabilitazione cardiologica: percorso terapeutico per recuperare capacità fisica.

Biografia essenziale

  1. McDonagh TA, et al. 2021 ESC Guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure. Eur Heart J. 2021;42(36):3599–3726. doi:10.1093/eurheartj/ehab368

  2. Ponikowski P, et al. 2016 ESC Guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure. Eur Heart J. 2016;37(27):2129–2200. doi:10.1093/eurheartj/ehw128

  3. Heidenreich PA, et al. 2022 AHA/ACC/HFSA Guideline for the management of heart failure. J Am Coll Cardiol. 2022;79(17):e263–e421. doi:10.1016/j.jacc.2021.12.012

  4. Packer M, et al. Cardiovascular and renal outcomes with empagliflozin in heart failure. N Engl J Med. 2020;383:1413–1424. doi:10.1056/NEJMoa2022190

  5. Swedberg K, et al. Effects of carvedilol on survival in severe chronic heart failure. N Engl J Med. 2001;344:1651–1658. doi:10.1056/NEJM200105313442201